educazione imperfetta

luogo della massima resistenza // pireo@email.it

mercoledì, dicembre 21, 2005
Caccia alla beccaccia

Giovedì andai a caccia
e beccai una beccaccia,
venerdì me la mangiai,
peccai o non peccai?

Questo tormentone continua ad ossessionarmi da una cinquantina di anni.
E non sono ancora riuscito a dare una risposta.

 

Postato da: pireo a 20:45 | link | commenti (6) |

domenica, dicembre 04, 2005
Riprendo la parola ma so solo balbettare una canzone che mi scava la testa...

 
Il racconto dell’ ostetrico dell’ anima
 
Disgusto ‘’per gli approcci’’, per quegli approcci,
disse con le sopracciglia accigliate
schizzando via dal talamo disfatto
da una inerzia impacciata.
L’ umiliazione d’ impeto non era voluta,
almeno non quanto la nausea, ma era venuta
all’ improvviso, ‘’senza volerlo, credimi’’.
Contrizione imperfetta – trita e ritrita -,
non
mossa dall' amore per Dio sopra ogni cosa
ma da un singhiozzo, un ripiegamento velocissimo,
un collasso nel buco nero dell’ anima.
E’ questa la sincope che nessuna Tac riuscirà a trovare
evaporazione del senso di identità
e neuroni che fumano come radiatori sulla Consuma
una nebbia grigiastra, di un cervello annacquato.
I vapori dell’ hammam di San Francesco il turco
parole velate e il rumore dell’ acqua che scorre
risate...
Sai quando si spegne la luce?
Ecco, questa è la sincope della vista
quando invece di sperma
contro il marmo schizzò un fiotto di sangue. . .
Ma non doveva essere così…
per forza che c’ è ‘’disgusto’’ e umiliazione…
 
Nel cervello forse da allora
si era nascosta una morte
sottile per anorgasmia,
un blocco di ghiaccio secco
sotto l’ immaginetta della prostata che il cervello si porta dentro
come le ombre di Platone.
Sul Naviglio, dopo 30.000 litri di vino, me l’ avevano annunciato:
dietro la nuca un laser ti perforerà il cervelletto
L’ avevano detto che era ‘’lancinante’’ .
Una fitta che era una stilettata del ’500.
Si può morire così, certo.
E comunque le cose diventano confuse,
un grande rimescolamento di vene e carte
in uno stomaco con 30.000 litri di Terzigno
Esistono anche i salti all’indietro:
uno dopo 30.000 litri diventa
l’ altra persona che era rimasta nascosta, ibernata, dentro.
Ecco…
Lo diceva l’ ostetrico del dolore:
se non piangi per almeno tre volte e per almeno tre ore
mentre strangoli quello con le tue mani non c’ è più niente da fare.
Tu non lo vuoi, non lo vuoi – diceva lui incazzato.
Chi ti ha ordinato di farlo?
Non lo so, non lo so dicevo io…
 
L’ inquietudine è la cifra delle poche ossa rimaste
sussultano al vento
e non bastano dieci guinness per dare il senso dell’ esistenza
 
Passami accanto e non guardarmi - ha detto –
da ora, nessun approccio avrà più una risposta.
L' ostetrico dell' anima ha vinto.

Postato da: pireo a 20:26 | link | commenti (1) |

 

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